Deus Ex Magica

Nome Descrizione
Archivio Stellare Durante l’ultima Guerra Magica (1491-1499) lo studio e la pratica della magia si intensificarono a fini bellici, al punto da creare non solo incantesimi più potenti ma anche nuovi artefatti. I poteri di questi strumenti erano tra i più disparati: protezione fisica, aumento della forza magica, visori che permettevano di vedere a grandi distanze e così via.
Al termine della guerra, gran parte di questi artefatti furono ritrovati nella Biblioteca di Ecate. Carman propose di trasferire anche gli altri in quel luogo e per proteggerli (e studiarli) fu costruito l’Archivio Stellare. Si tratta di una struttura sotterranea, protetta da streghe guerriere, dove grazie a sigilli magici vengono tenuti sotto custodia tutti gli oggetti magici trovati per il mondo, isolando qualsiasi potere avessero.
Leggende narrano che lo spirito di Carman aleggi ancora in quelle mura, assieme alla sua salma.
Biblioteca di Ecate Al contrario di ciò che pensano i giovani, la Biblioteca di Ecate non fu creata dalla famosa strega di cui porta il nome. La struttura, infatti, esiste grazie a una felice intuizione di Amandinera Maudexa Lemairenna, la quale alla dipartita del nonno paterno nel 1347 ereditò una grande quantità di libri, molti di valore. Li catalogò tutti e si appassionò a tal punto che decise di completare l’Encinclopedia Arcana a cui mancavano diversi volumi. Durante la sua ricerca, in giro per il mondo, raccolse molti altri testi interessanti, manuali e documenti storici e al suo ritorno a Moulins, sua città natale, si rese conto che erano davvero troppi. Non essendoci più spazio nella capanna, andò di persona dal Decano degli Ecatani per chiedere se volevano i testi per la loro biblioteca. Con sua grande sorpresa scoprì che non esisteva!
Trascorse il mese seguente per idearne una e la propose agli anziani, i quali rimasero colpiti non solo dall’utilità del progetto, ma anche dalla determinazione della giovane strega. Amandinera ottenne così le risorse necessarie, mancava solo il posto. Per sua fortuna, un ricco stregone di nome Basileo Eustacheno Roysio s’innamorò di lei e le cedette una vecchia magione che aveva ereditato in Lower Thames Street. La Biblioteca fu costruita in tre anni e in essa convogliarono non solo i volumi raccolti da Amandinera, ma molti testi e documenti pregiati donati da altri collezionisti.
Alla fine Amandinera cedette al corteggiamento di Basileo a una condizione: il matrimonio si sarebbe celebrato nella Biblioteca il giorno stesso della sua inaugurazione. Allora Basileo rilanciò, chiedendo che le fosse dato il nome della strega che aveva dato inizio a tutto: Ecate. Amandinera accettò e la Biblioteca di Ecate venne inaugurata il 2 novembre 1352. Dal matrimonio nacque poi Giustino Canutaro Roysio, il quale compì imprese straordinarie che qui, però, al momento non racconteremo.
Consumatore Nero Antico incantesimo dalle origini ignote, si presume derivato da un sortilegio simile risalente al tempo degli Sciamani. Trae la sua forza dai pensieri negativi dello stregone, più sono intensi tanto sarà la sua efficacia distruttiva.
COnsiste in una moltitudine di particelle simile a polveri, sollevate dal terreno e controllate in modo che ruotino in modo vorticoso e a una tale velocità che, a contatto con la materia, la distruggano riducendole in polvere a sua volta. Maggiore è la quantità di materia polverizzata, più ampio diviene il raggio d’azione, poiché ciò che viene distrutto diventa parte dello ‘sciame’.
Per la sua pericolosità, fu bandito al termine della Seconda Guerra Magica e la sua conoscenza trascritta in tomi oggi perduti.
Extradimensioni Quasi tutte le streghe e gli stregoni usano una liberpoche, ma pochi si soffermano sulle sue reali origini. La borsa che permette di stipare moltissimi oggetti, usando uno spazio dimensionale, sfrutta infatti una scoperta importantissima avvenuta nel 923 D.C. a opera di sette streghe Ecatane, che si isolarono sul gruppo montuoso delle Dolomiti, in Italia, per studiare il Maelstrom stesso. La loro ricerca era diretta a comunicare con lui, in quanto credevano fosse un’entità, ma la scoperta che fecero cercando di contattarlo ebbe ben altri esiti.
Durante la notte di Ognissanti, infatti, sei delle sette ricercatrici scomparvero nel nulla, lasciando sola e interdetta la più anziana, Giudittera Teresa Zaramunda. Dopo aver concluso che non c’era spiegazione apparente al fenomeno, decise di attendere una settimana prima di desistere. All’alba del settimo giorno le sei compagne si presentarono e le riferirono un racconto incredibile: ognuna di loro si era trovata all’improvviso in un luogo diverso e incomprensibile, dal quale erano uscite solo utilizzando gli incantesimi che avevano lanciato prima di scomparire. Giudittera comprese che quella magia non le aveva messe in contatto col Maelstrom, bensì con una delle sue misteriose manifestazioni, che chiamò Extradimensioni. Questi luoghi non avevano una collocazione fisica, ma erano eterei e creati al momento, in pratica erano delle posizioni temporanee che, una volta abbandonate, scomparivano. Facendo altri esperimenti, riuscirono a crearne di nuovi, attraversarli e addirittura tentarono di sigillarli con animali all’interno, per poi liberarli. Le Extradimensioni erano state ufficialmente scoperte.
Col tempo la scienza magica venne perfezionata, tanto da permettere anche a stregoni in erba di manipolare le dimensioni grazie a semplici artefatti. Essendo comunque molto pericolose, poiché il numero di dispersi era in crescendo, si decise di trasmetterne la conoscenza solo a poche persone, scelte per la loro cautela: così nacque la Loggia di Zara, battezzata in onore della strega che formulò la teoria. Gli studenti della Loggia imparano non solo ad accedere alle Extradimensioni, ma anche a usarle per imbrigliarle negli artefatti. Nacquero così la liberpoche e il Rifugio Oltremondo. Durante la Grande Guerra Magica la scienza delle Extradimensioni venne usata anche per creare prigioni dalle quali fosse impossibile uscire.
Liberpoche Abbreviazione di Liberalis Pochette, una borsa dai poteri dimensionali simili a quelli del Rifugio Oltremondo. Qualsiasi oggetto ivi inserito viene collocato in uno spazio dimensionale alternativo, dando l’impressione che venga rimpicciolito. La liberpoche non ha però spazio illimitato, l’incantesimo che la governa consente tre dimensioni, pari a circa venti metricubi. La liberpoche è uno strumento molto comune tra i praticanti di magia che si interessano di pozioni, dovendo trasportare molte boccette, ingredienti e marmitte. Versioni più evolute permettono di trasferire oggetti più grandi, addirittura intere case, ma vengono utilizzati solo in caso di necessità. A onor del vero, si tratta di un accessorio prediletto dalle streghe, molti stregoni trovano scomodo andarsene in giro con una borsa, preferendo una semplice tasca incantata cucita sulla veste, anche se di dimensioni inferiori.
Maelstrom Il luogo dove viene generata la magia. Si trova nella Terra Eterea, inaccessibile a tutti, ma può essere intravisto a Parigi. Un grande mistero avvolge il Maelstrom, forse le streghe e gli stregoni più potenti lo conoscono…
Multitudo Incantesimo risalente all’antichità, di cui si era persa la conoscenza. Permette di moltiplicare se stessi in copie indistinguibili dall’originale, ma soprattutto dotate di materia. Le copie rispondono ai comandi dello stregone e possono agire in modo autonomo seguendo i suoi stessi schemi mentali. Una volta colpite si dissolvono e la loro permanenza è temporanea, ma grazie al fatto di poter essere generate in grandi quantità il loro impiego in battaglia può essere molto efficace.
Occhio di Gynda Gyndamion Augustusio Connoraro, soprannonimato Gynda, fu uno stregone irlandese vissuto nel quattordicesimo secolo. Pacato e stimato docente di magia, conobbe e sposò un’affascinante strega molto più giovane di lui, tale Acacina Linosa Collinsera, di cui era molto geloso. Dopo neanche un anno di matrimonio, iniziò a sospettare che lo tradisse, così impiegò tutte le sue conoscenze per costruire un oggetto in grado di seguirla. Tutto ciò che ottenne fu una sorta di specchietto, attraverso il quale riusciva a percepire la sua presenza, anche se in un raggio molto ristretto.
Dopo averla pedinata per ben tre mesi, Acacina lo scoprì e si infuriò. Si scoprì che la donna, davvero innamorata, gli stava preparando una sorpresa per il loro anniversario e lo accusò di aver rovinato tutto. Minacciò, in lacrime, di lasciarlo, e lui si inginocchiò a chiedere perdono, promettendo che avrebbe distrutto l’artefatto. Scoperta l’esistenza dell’Occhio, il Consiglio gli chiese di donarlo, in modo che venisse usato contro i loro nemici. Gyndamion accettò e si godette il suo regalo: una vacanza romantica a Venezia che consolidò l’amore con Acacina, la quale non solo non lo tradì mai ma fu venerata come la brava consorte che era.
Protezione di Carman Verso la fine della Grande Guerra Magica, la strega Carman dovette affrontare sul campo un nemico invincibile: Misarcanda. Per difendersi dalla sua terribile magia, studiò assieme alle aproprie adepte un modo per proteggersi: il risultato fu un incantesimo in grado di generare uno scudo invisibile capace di proteggerla sia dagli attacchi magici che quelli fisici.
La durata della protezione era però ridotta a soli cinque minuti, dopo i quali era necessario recuperare le forze prima di poterla ricreare. Carman elaborò quindi una strategia che consisteva nell’utilizzare lo scudo per un assalto rapido e diretto, per poi mettersi al riparo prima che questo svanisse. Sia l’incantesimo che la tattica dimostrarono ancora una volta l’estrema abilità di Carman in battaglia.
Quaderno di Impronte Considerato un giocattolo per streghe svampite, il Quaderno delle Impronte è in realtà un potente artefatto che simula le capacità di una macchina fotografica, imprimendo sulle proprie pagine tutto ciò che vede. La particolarità sta nel fatto che è possibile ‘richiamare’ le immagini rendendole reali, producendole con i materiali a disposizione in quel momento. La strega Rubimonda Mariesol Lastrelle sembra essere l’unica al mondo a possedere questo incredibile oggetto.
Rifugio Oltremondo La magia ha permesso di piegare lo spazio a suo piacimento, stipando ambienti grandi in altri più piccoli. Ne è un esempio la biblioteca presente nel bosco delle streghe a Cambridge, vista nel Volume 2, ma anche il Rifugio Oltremondo è stato costruito in quel modo. Si tratta di un ambiente chiuso di forma circolare con un alto tetto, che all’esterno assume l’aspetto di una capanna nera. Al suo interno streghe e stregoni possono sperimentare gli incantesimi più pericolosi senza che questi abbiano effetti al di fuori delle mura. Un altro incantesimo di sicurezza fa in modo che un praticante in pericolo di vita sia trasportato all’esterno, in modo da essere soccorso.
Scintilla di Quetza Si tratta di un antico incantesimo offensivo basato sull’elettricità. Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse per le sue origini, che risalgono addirittura allo sciamanesimo. Leggenda narra che il giovane sciamano Tsiishchili “capelli ricci”, noto ai posteri col nome di battaglia Quetza, fosse perseguitato da un coetaneo, che lo prendeva in giro per i suoi capelli. Egli invocò il Grande Spirito perché gli desse la forza per dargli una sonora lezione e in tutta risposta un fulmine lo colpì in pieno.
Tsiishchili sopravvisse all’impatto, ma i suoi capelli divennero bianchi e dritti, tanto da sembrare che la nuca fosse costellata di lunghi spilli. Tornato al villaggio venne preso ancora in giro, ma era così carico di elettricità statica che, allungando una mano per afferrare il burlone, gli lanciò addosso una saetta. Per fortuna non lo uccise, ma da quel giorno non fu più preso in giro.
Quando gli sciamani scomparvero, questa leggenda fu tramandata alla nuova stirpe di stregoni, che elaborarono un incantesimo simile onorando la memoria del suo creatore.
Spirale di Cinthya Stando alle cronache, Cinthya Dorinda Scholzina era una strega perseguitata dalla Santa Inquisizione, nel 1255 fu catturata, subì un processo sommario e la legarono a un palo per arderla viva. Con grande stupore di tutti, Cinthya non bruciò e, utilizzando i suoi poteri, controllò le fiamme facendole roteare attorno al proprio corpo, per poi lanciarle attorno a sé. Non si hanno notizie certe su come andò a finire, ma è indubbio che l’incantesimo sia stato tramandato dalle sue seguaci. Non è nemmeno dimostrato che Cinthya fosse davvero immune al fuoco, in quanto studi recenti hanno dimostrato che la Spirale a cui ha dato il nome protegge anche dal calore.
Si tratta comunque di un incantesimo molto pericoloso, di cui fa uso il solo Ordine di Carman.
Terra Inquieta Carman non era solo una strega potente e talentuosa, ma anche una ricercatrice. I suoi studi erano in prevalenza rivolti agli incantesimi offensivi, un lavoro che ha portato a notevoli risultati, tra i quali va annoverato Terra Inquieta. Elaborato durante un viaggio in Irlanda, questo incantesimo sfrutta il potere del Maelstrom per imbrigliare la magia e farla scorrere nel sottosuolo, scatenando terremoti superficiali e controllabili. Il raggio d’azione varia a seconda della forza del praticante, benché le cronache non abbiano mai registrato un’area superiore alle venti iarde di diametro.
La tecnica della Terra Inquieta, così come la maggior parte degli incantesimi di Carman, sono tramandati nel suo solo Ordine.
Tetradimensionatore La scoperta delle Extradimensioni ha portato la comunità magica verso ciò che è stato soprannonimato Scienza della Magia. Onde evitare disastri, lo studio delle Extradimensioni divenne appannaggio di un gruppo scelto di ricercatori: la Loggia di Zara. I suoi membri non solo impararono a padroneggiare la creazione degli spazi dimensionali, ma crearono artefatti in grado di gestirli in tutta sicurezza. La liberpoche, per fare un esempio, è solo uno dei frutti di tali studi. Meno noto, per buoni motivi, il Tetradimensionatore.
Si tratta di uno strumento capace di proiettare accessi a dimensioni già esistenti, nonché in grado di manipolarli come se fossero stati creati dall’utilizzatore stesso. La particolarità del Tetradimensionatore sta nell’essere in grado di costringere qualcuno a entrarvi, aprendo un portale ad ampio raggio per poi chiuderlo, sia dall’esterno che dall’interno. Si trattava di uno strumento creato a scopi bellici, non a caso venne sviluppato durante la terza Guerra Magica, intorno al 1020 D.C., e perfezionato per porre termine alla quarta e, fin’ora, ultima. Essendo molto pericoloso, ne esistono pochi esemplari, uno per ogni Ordine. Quello di Carman è custodito nell’Archivio Stellare.
Turbolenza Pandemica Uno degli incantesimi di Carman più potenti, nonché invidiati da chiunque non faccia parte del suo Ordine, è la Turbolenza Pandemica. Si tratta di una potente magia elementale che trae forza dall’aria, all’inizio come brezza leggera, poi sempre più forte, finché non viene raccolta acqua dall’ambiente per mutarla in una tempesta.
Vi sono due particolarità in questo incantesimo. La prima è che l’acqua non viene generata, ma raccolta dal luogo di lancio, che sia in forma liquida o gassosa non importa: la Turbolenza Pandemica la trova e la imbriglia nell’attacco. La seconda particolarità sta nel crescendo della sua intensità, il praticante ha bisogno di molta concentrazione, ma una volta lanciato l’incantesimo proseguirà da solo, permettendo altre azioni.
Uno dei tanti segreti dell’Ordine di Carman e delle sue potenti streghe.
Vagenny Antico talismano risalente all’epoca romana. Forgiato dallo stregone Vagennius Licilius Narcissus nel 42 d.C. quasi per caso. Tormentato dai dispetti della sorella strega Baebiana Primula Narcissusa e non essendo dotato al punto da tenerle testa, Vagennius cercò di costruire un artefatto che potenziasse i suoi poteri, allo scopo di renderle pan per focaccia. Purtroppo l’esperimento fallì, poiché il Vagenny, così chiamato il talismano, lo rendeva immune alla magia e invero più potente, ma assorbiva gli incantesimi diretti diventando di volta in volta più forte. Inoltre alimentò l’odio del suo possessore, portandolo a sterminare la sua famiglia e l’intera città.
Preso da rimorso, Vagennius nascose l’amuleto e scomparì.
Velo di Schirni Schorschino Schirni Braunero era un mediocre stregone che si vergognava della sua scarsa abilità negli incantesimi. Veniva preso in giro dai suoi compagni per non essere nemmeno capace di accendere un fuoco, così cadde in depressione e decise di vivere da eremita nei pressi di Ratisbona, lontano dal centro abitato. Molti venivano comunque a trovarlo, alcuni vecchi amici per simpatia, altri per prenderlo in giro, così decise di usare tutte le sue conoscenze per creare un incantesimo in grado di cancellare dalla vista casa sua. Ci riuscì e, colpito da questo successo, donò l’incantesimo al Decano dei Cerridweni perché ne facesse buon uso, prima di sparire per sempre. Pare che trasferì la sua dimora in Polonia creando una vera e propria fattoria autosufficiente e usando il suo stesso incantesimo la rese invisibile agli occhi altrui. Oggi Schorschino Schirni Braunero è annoverato come un autentico genio, ma è improbabile che lo sia venuto a sapere.